Residenzialità

Presente e futuro delle RSA in Lombardia

(dal libro di Luciano Di Pietra, Ediz. Gruppo di Ricerca Geriatria)

 

Le apparenze talvolta ingannano. E’ il caso del volume di Luciano Di Pietra che presenta la situazione attuale e futura delle RSA della Lombardia. La snellezza del testo, ad uno sguardo superficiale, rischia di non far cogliere tutta la ricchezza contenuta in queste pagine in grado di offrire una puntuale lettura del quadro legislativo accanto a significative indicazioni di sviluppo della rete dei servizi per la popolazione anziana. Se lo sguardo, però, si fa appena più attento, si coglie immediatamente la profondità dell’analisi e l’ampiezza della prospettiva offerta.
La riflessione sulle RSA si colloca in un più ampio quadro di riferimento legislativo nel quale va sempre più affermandosi il “welfare di comunità”. Questa nuova organizzazione del welfare si fonda sul principio di leale collaborazione dei vari soggetti del sistema delle autonomie di ciascun territorio, vede concorrere al raggiungimento della tutela della salute e della garanzia di protezione sociale tutte le risorse organizzative, imprenditoriali, umane, finanziarie della comunità e richiede il superamento dell’organizzazione dei servizi limitata alla dimensione comunale per promuovere una piena valorizzazione della dimensione distrettuale. I dati raccolti evidenziano il successo di un’esperienza obbligatoria di associazionismo comunale e di programmazione negoziata e tendono a suggerire che, almeno per tutte le tipologie di servizi a rete, la gestione associata possa essere un’opzione praticabile i cui vantaggi superano abbondantemente i costi. ( pag. 17)
Poiché siamo di fronte a radicali cambiamenti nella composizione della domanda di salute che si caratterizzerà sempre più sul versante delle cure continuative, la sfida che si pone è quella di rendere il welfare più leggero e quindi più sostenibile. Per questa sfida Luciano Di Pietra ci offre interessanti pagine dove si approfondiscono temi come il necessario riequilibrio tra le diverse componenti del welfare, la ridondanza della rete ospedaliera e la sufficienza, ad oggi, delle RSA, i fattori di cambiamento delle politiche tariffarie, le modificazioni avvenute nella composizione della domanda e dell’offerta, la situazione delle infrastrutture che nel decennio degli anni novanta ha riqualificato il 20% della rete oltre ad un’espansione del 15% per un totale di 44.000 posti accreditati. L’intreccio di questi numerosi e complessi fattori si colloca nel passaggio del welfare da “state” a “community”: un’evoluzione necessaria, ma difficile, positivamente orientata ma costretta a superare fenomeni contrastanti e tendenze che possono far regredire gli equilibri appena conquistati. (pag.24). E che pertanto richiede competenza e conoscenza della realtà.
Il secondo capitolo dopo aver analizzato il ruolo e la trasformazione giuridica delle IPAB, ormai in atto, approfondisce, con utili tabelle riassuntive i nuovi criteri per l’accreditamento in riferimento agli standard gestionali e strutturali e i nuovi sistemi di remunerazione.
Di particolare interesse la parte concernente lo sviluppo qualitativo delle RSA. Il futuro delle RSA sarà caratterizzato da un contesto animato da una pluralità di soggetti organizzativamente resi omogenei dalla comune configurazione aziendale. In questa galassia di aziende la competizione sarà elevata e crescente e la possibilità di sopravvivenza e di sviluppo sarà dipendente dal grado di competitività che ogni singola azienda/ RSA saprà manifestare nei confronti delle aziende concorrenti. (pag. 54). Alle RSA sarà pertanto richiesto una maggiore duttilità rispetto al passato evolvendo da luoghi di produzione monotona di residenzialità continuativa a centri multiservizi attraverso la specializzazione dei nuclei, la territorializzazione delle prestazioni, la esternalizzazione e la voucherizzazione (qui la lingua italiana esprime un lamento!) delle cure domiciliari. Su ciascuno di questi aspetti il testo si sofferma per una opportuna analisi della strada percorsa e per indicare prospettive di grande utilità per quanti sono deputati alla programmazione e gestione dei servizi.
Da ultimo lo sguardo ci riporta alla centralità del fattore umano. Il fattore umano non risulta decisivo soltanto nella relazione con i costi del sistema (il costo del personale costituisce l’80% delle spese di funzionamento) ma risulta ancor più determinante ai fini della qualità delle prestazioni erogate. (pag. 66)
L’aumento della fragilità degli ospiti ha richiesto un aumento quantitativo e qualitativo dell’intensità assistenziale: un aumento del numero degli operatori e un aumento del livello di qualificazione professionale. L’ampia riflessione, che ci viene offerta in merito, tocca i numerosi fattori che influenzano la gestione delle risorse umane e che hanno determinato alcune difficoltà per garantire l’appropriatezza dei profili professionali presenti nelle RSA: la scarsa appetibilità delle RSA, la strozzatura dell’offerta formativa, le deroghe concesse ai gestori, la ridefinizione dei profili dei diversi operatori con l’attribuzione di nuove competenze. Sono pagine che meritano attenta lettura soprattutto perché orientate al futuro.
Al Prof. Trabucchi è affidata la prefazione di questo testo che definisce un aiuto per i percorsi difficili che dovranno essere presto intrapresi. Le glorie del passato, assieme all’intelligenza del presente, sono infatti la migliore garanzia per un futuro in grado di conservare i significati e di rispondere alle speranze. (dalla prefazione). Condividiamo.

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