I Luoghi della cura

1 Marzo 2005 | Cultura e società

Editoriale

I luoghi della cura” come rivista di settore e’ nata dall’esigenza di diversi operatori delle cure per anziani e della cronicità più in generale, di avere un ambito di riflessione e diffusione di un pensiero ed una cultura della “complessità” troppo spesso prevaricata dalla diffusa cultura della “semplificazione”. Tutti i giorni chi si occupa di cura degli anziani e della cronicità si confronta con la “complessità” dei problemi multipli, compresenti e interattivi e dei processi che sono propri della vita delle persone e non solo della cura. Questi “luoghi” sono quindi ambiti di integrazione dei saperi e delle competenze perché nella complessità più nessuno è sufficiente a se stesso e ciascuno è necessario agli altri.

 

I contributi accettati e proposti dalla rivista provengono, prima ancora che da “esperti”, da operatori “pensanti” di differente estrazione, disciplina e cultura (sociale, sanitaria, amministrativa, organizzativo/gestionale, volontariato, associazioni). La rivista è intesa come un “forum multidisciplinare” con ampio spazio alla comprensione, interpretazione e conoscenza dei problemi che gli operatori affrontano quotidianamente, è il “luogo” della riflessione e comprensione delle cose importanti che spesso vengono sovrastate da quelle urgenti della quotidianità. Con questo numero la rivista , che è al suo terzo anno di vita, diviene organo ufficiale della Sezione Socio comportamentale della SIGG (Società Italiana di Gerontologia e Geriatria): crediamo che ciò possa ulteriormente aprire la rivista al confronto/scambio fra operatori, luoghi e culture delle cure continuative.

 

La linea editoriale della Rivista privilegia la trattazione approfondita delle tematiche che caratterizzano i luoghi delle cure continuative:

  • l’integrazione sanitaria e sociale dei servizi e delle grandi tematiche delle cure continuative attraverso l’analisi dell’organizzazione dei servizi, soprattutto i problemi di gestione, e della crescita metodologica e culturale su temi assistenziali specifici (dalla demenza alla prevenzione delle cadute, dalla nutrizione alle tecnologie) all’interno di setting di cura diversi;
  • l’analisi dei processi che mutano il quadro dei bisogni e delle aspettative della popolazione anziana, sia sotto il profilo demografico che economico sociale che sanitario, privilegiando il dibattito di idee circa le interpretazioni possibili dei diversi scenari futuri;
  • la valorizzazione delle esperienze di cura, con un profilo espositivo anche interpretativo e non solo descrittivo, valorizzando i dati, ma anche il loro possibile significato;
  • la pubblicazione di temi di dibattito, argomentati, non ancora arrivati a sicura definizione, favorendo idee anche molto diverse sullo stesso argomento;
  • il favorire l’emergere del vissuto e della cultura degli operatori dei servizi di cure continue, attraverso la pubblicazione di analisi e inchieste;
  • la divulgazione di strumenti e metodi innovativi sia per la valutazione che per la cura dei principali quadri patologici che sottostanno alla disabilità temporanea o cronica degli anziani.

 

 

La rivista, che volutamente non ha un taglio propriamente scientifico è un “forum” “luogo” aperto, accessibile a tutti gli operatori che vogliono contribuire, con rigore di pensiero e metodo, alla riflessione su argomenti e problematiche delle cure all’anziano e dei servizi alla persona.

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