26 Febbraio 2026 | Programmazione e governance

La valutazione della non autosufficienza: alcuni modelli europei e la sfida della riforma italiana

Questo articolo presenta cinque recenti contributi di Franco Pesaresi che esplorano le basi normative, i criteri di eleggibilità e i servizi garantiti da sistemi di Long-Term Care di Francia, Germania, Italia e Spagna, con un focus particolare sui processi di valutazione multidimensionale dei bisogni.


In un’epoca segnata dal progressivo invecchiamento della popolazione, ridefinire i modelli di assistenza per le persone anziane è diventato una priorità per i sistemi di welfare. In questo contesto demografico, la valutazione multidimensionale emerge come strumento cardine per superare l’approccio puramente clinico ai bisogni, integrando dimensioni cognitive, sociali e ambientali con lo scopo di garantire interventi e cure eque ed efficaci. Ogni Paese utilizza infatti strumenti multidimensionali per valutare e classificare il bisogno assistenziale in livelli di gravità, dai quali dipendono l’accesso ai servizi e l’entità dei sussidi economici.

 

L’articolo presenta una serie di cinque approfondimenti curati da Franco Pesaresi nei quali viene esplorato il panorama della Long-Term Care in Francia, Spagna, Germania e Italia con un focus particolare sui processi di valutazione multidimensionale. L’analisi condotta da Pesaresi si concentra su tre aspetti determinanti:

  • la valutazione e la classificazione del bisogno: l’esame dei diversi strumenti nazionali volti a convertire la valutazione multidimensionale in classi di intensità assistenziale e livelli di gravità standardizzati;
  • l’accesso alle risorse: l’approfondimento dei meccanismi che correlano il profilo di bisogno accertato al diritto soggettivo a prestazioni in natura (servizi) o trasferimenti monetari (sussidi);
  • la governance professionale: l’analisi della composizione e del ruolo dei team multidisciplinari incaricati della valutazione, con particolare attenzione all’integrazione tra l’area sanitaria e quella sociale.

 

Questi cinque contributi non descrivono solo meccanismi tecnici, ma delineano la visione politica e sociale del sostegno alle persone anziane con bisogni di assistenza adottata nei diversi paesi. Il superamento della frammentazione a favore di un sistema olistico e standardizzato — in linea con le raccomandazioni OCSE — non è soltanto un obbligo normativo. È, soprattutto, un imperativo di equità volto a preservare e garantire la dignità e la qualità della vita della popolazione anziana.

 

Il quadro internazionale e il parametro della “completezza” (OCSE)

La valutazione multidimensionale riveste un’importanza cruciale nel contesto dell’assistenza ai soggetti non autosufficienti, permettendo di andare oltre la semplice valutazione delle condizioni fisiche e mediche del paziente, ma includendo anche capacità cognitive, aspetti economici, necessità sociali e dell’ambiente di vita. Questa analisi consente ai professionisti operanti nell’ambito delle cure integrate di comprendere pienamente lo stato di salute e le esigenze di ciascun individuo, permettendo di formulare piani di assistenza dettagliati e personalizzati. Secondo le analisi dell’OCSE, la valutazione dei bisogni si concentra sulle attività della vita quotidiana (ADL), come lavarsi e vestirsi, e sulle attività strumentali (IADL), come gestire la casa o i farmaci.

 

Un concetto fondamentale è quello della “completezza” dello strumento: i sistemi ad “alta completezza” sono quelli che adottano un approccio olistico, includendo anche le limitazioni cognitive, comportamentali e sociali. Questa ampiezza è cruciale per rallentare il declino del benessere e allocare le risorse in modo efficiente, dando priorità agli interventi precoci.

Per approfondimenti: Pesaresi (2025), Come si valutano i bisogni assistenziali degli anziani nei paesi OCSE – Welforum.it

 

Il modello francese: la griglia AGGIR

In Francia, la valutazione della perdita di autonomia è affidata a un’équipe medico-sociale territoriale che utilizza la griglia AGGIR. Questo strumento classifica gli anziani in sei Gruppi Iso-Risorse (GIR), dal GIR 1 (massima perdita di autonomia) al GIR 6 (soggetti autonomi).

 

La classificazione nei primi quattro livelli (GIR 1-4) dà diritto all’Assegno personalizzato di autonomia (APA), una prestazione graduata in base al livello di bisogno. Nonostante la sua semplicità, il dibattito francese si interroga oggi sulla necessità di integrare maggiormente le dimensioni sociali e neurodegenerative.

Per approfondimenti sul sistema di Long-Term Care francese: Pesaresi (2025), Come si valuta la non autosufficienza in Francia? – Welforum.it

 

L’esperienza spagnola: la Ley de Dependencia

La Spagna ha introdotto, con la sua legge di riforma, una procedura di valutazione standardizzata a livello nazionale. Il sistema definisce tre gradi di dipendenza (moderata, grave e molto grave) basati sulla capacità di svolgere attività basilari e sulla necessità di assistenza.

Lo strumento spagnolo valuta dieci attività distinte, con una specifica undicesima attività dedicata al processo decisionale per chi soffre di deficit cognitivi. In base al grado assegnato, il piano di assistenza individuale (PIA) stabilisce un numero preciso di ore mensili di aiuto domiciliare o l’accesso a servizi residenziali.

 

Per approfondimenti sul sistema di Long-Term Care spagnolo: Pesaresi (2025), La valutazione della non autosufficienza in Spagna – Welforum.it

 

Il sistema tedesco: i Pflegegrade e l’incentivo ai servizi

La Germania adotta un processo di valutazione standardizzato gestito dal Servizio Medico dell’assicurazione sanitaria (MDK), che garantisce equità di accesso su tutto il territorio. Dal 2017, il sistema riconosce cinque livelli di bisogno (Pflegegrade), integrando pienamente i deficit cognitivi e psichici accanto a quelli fisici. Un tratto distintivo del modello tedesco è il forte incentivo verso le prestazioni in servizi: chi sceglie l’assistenza professionale riceve benefici economici con un valore maggiorato di oltre il 100% rispetto al contributo in denaro, favorendo la qualità dell’assistenza domiciliare e residenziale

 

Per approfondimenti sul sistema di Long-Term Care tedesco: Pesaresi (2026), L’assistenza a lungo termine (Long-Term Care) in Germania – I Luoghi della Cura Rivista Online

 

La transizione italiana: verso la VAMU

L’Italia presenta attualmente uno scenario peculiare: se da un lato l’indennità di accompagnamento è erogata in modo uniforme, dall’altro la valutazione per l’accesso ai servizi è frammentata in una moltitudine di strumenti regionali (come SVAMA, ValGraf, InterRAI-HC). Questa eterogeneità crea disuguaglianze nell’accesso ai servizi. Inoltre, secondo i criteri OCSE, l’Italia è classificata tra i paesi con un livello di completezza “basso”, proprio a causa dell’assenza di uno strumento nazionale standardizzato. Tuttavia, il Paese è a un bivio decisivo grazie alla Legge 33/2023.

 

La Riforma 33/2023 punta a superare questa criticità introducendo la Valutazione Multidimensionale Unificata (VAMU). L’obiettivo è raggiungere un’alta completezza in linea con gli standard internazionali, permettendo di superare la visione puramente clinica per abbracciare quella bio-psico-sociale, graduare le prestazioni (come la “Prestazione Universale”) in base all’effettivo bisogno assistenziale, superando la logica della cifra fissa uguale per tutti, identificare precocemente fattori di rischio come la solitudine e l’isolamento sociale.

 

Per approfondimenti: Pesaresi (2026), La valutazione multidimensionale degli anziani in Italia – Welforum.it

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