3 Aprile 2020 | Residenzialità

Coronavirus: corretto utilizzo dei DPI nelle Residenze sociosanitarie per anziani

Il documento – aggiornato con le ultime indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità – è rivolto alle direzioni generali e sanitarie delle Residenze Sociosanitarie per Anziani.  Ha lo scopo di diffondere buone pratiche nell’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) necessari per tutelare gli operatori sanitari, socio sanitari e assistenziali impegnati nella prevenzione dell’infezione coronavirus SARS-Cov-2 e nella cura e assistenza degli anziani con COVID-19. Igiene delle mani e uso corretto dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, degli occhi, del corpo e delle mani sono alcuni dei temi trattati.
Al termine dell’articolo, che riprende la parte iniziale del documento, è scaricabile la versione integrale.

Coronavirus protezione operatori

L’infezione da SARS-Cov-2 si trasmette da persona a persona attraverso:

  • gocce respiratorie (droplets) che non rimangono sospese nell’aria e si depositano a 1 – 2 metri;
  • contatto diretto delle mucose con secrezioni o materiale contaminato, che può essere trasportato in mani o oggetti;
  • contatto con superfici o cute contaminata (probabile);
  • trasmissione nosocomiale, specialmente agli operatori sanitari.

 

È documentato che le persone maggiormente a rischio di infezione da SARS-CoV-2 sono coloro che sono stati a contatto stretto con un ospite affetto da COVID-19 o coloro che si prendono cura di pazienti affetti da COVID-19 (ECDC, 2020).

 

Il rischio aumenta quando il contatto è ravvicinato (< 1 metro) e prolungato (> 15 minuti) e quando si eseguono procedure in grado di produrre aerosol delle secrezioni come la nebulizzazione di farmaci, l’induzione dell’espettorato, l’aspirazione delle secrezioni in una persona che non è in grado di espettorare efficacemente da sola (Rapporto ISS COVID-19, n.2/ 2020 rev.).

 

Proteggere il personale

È imperativo proteggere il personale sanitario, non solo per salvaguardare la continuità delle cure, ma per assicurarsi che i professionisti non diventino veicolo di infezione. Una diffusione dell’infezione tra gli operatori richiede il loro allontanamento dal luogo di lavoro con un conseguente maggior carico di lavoro che, in caso di una elevata diffusione dell’infezione anche tra gli ospiti, aumenterebbe ulteriormente e graverebbe su quanti rimangono in servizio.

 

Le precauzioni standard presuppongono che ogni ospite venga considerato come potenzialmente infetto o colonizzato da un agente patogeno che potrebbe essere trasmesso nel contesto sanitario in cui si trova.

 

Le precauzioni per la prevenzione di malattie trasmesse per contatto e droplets devono essere adottate per l’assistenza agli ospiti sospetti o confermati COVID-19: igiene delle mani e respiratoria, utilizzo di dispositivi di protezione individuale appropriati (in relazione alla valutazione del rischio), smaltimento sicuro dei rifiuti, gestione appropriata della biancheria, pulizia ambientale e decontaminazione delle attrezzature utilizzate per il residente.

 

Le precauzioni per la prevenzione di malattie trasmesse per via aerea devono essere adottare quando si eseguono procedure che possono generare aerosol (ad esempio bronco aspirazione) nell’assistenza di casi di COVID-19.

 

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Foto di Tumisu da Pixabay

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