La valutazione del fabbisogno dei geriatri: una stima ragionata

5 Febbraio 2020 | Programmazione e governance

La valutazione del fabbisogno dei geriatri: una stima ragionata

Una stima ragionata del fabbisogno di geriatri rappresenta un’azione necessaria, seppur complessa, nella governance dei processi assistenziali agli anziani non autosufficienti e, in generale, nella definizione delle politiche di Long-Term Care.

 

Una stima ragionata del fabbisogno dei geriatri, anche se complessa, rappresenta una questione particolarmente rilevante in relazione a due importanti obiettivi:

  • garantire una corretta ed adeguata formazione di giovani specialisti motivati
  • rispondere efficacemente al crescente bisogno di assistenza della popolazione anziana.

 

L’effetto della pressione selettiva legata sia dall’introduzione dell’accesso programmato alla facoltà di Medicina e Chirurgia che al modesto numero di borse di studio per la frequenza alle Scuole di Specializzazione in Medicina ha prodotto negli ultimi cinque anni una netta riduzione dell’offerta di specialisti nelle varie branche. Parallelamente, il raggiungimento dell’età pensionabile da parte di un numero sempre crescente di specialisti operanti nel Sistema Sanitario Nazionale (SSN) ha generato un vero e proprio fenomeno di fuga dal servizio attivo. Tutto questo ha comportato un disallineamento tra la domanda e l’offerta di medici specialisti in grado di ricoprire i ruoli resisi vacanti nel SSN.

 

Nei primi mesi del 2018 il sindacato Anaao-Assomed (Anaao-Assomed, 2018) ha pubblicato un rapporto per cui sarebbe necessario un incremento di 3228 borse di studio per anno per colmare il deficit degli specialisti ospedalieri. Questa stima derivante da un algoritmo matematico basato unicamente sui posti letto presenti nelle Unità Operative Complesse degli Ospedali Italiani, sulla durata della degenza media degli ospedali per acuti e sul tasso di ospedalizzazione ha prodotto risultati diversi per le diverse specialità individuando le aree in cui vi sarebbe un’importante carenza di specialisti. Questo algoritmo presenta purtroppo un grave bias in quanto incomprensibilmente ignora l’offerta di posti letto dedicati alla geriatria, già attualmente insufficienti per le attuali esigenze della popolazione italiana. Si pensi che gli ultimi dati resi disponibili dal Ministero della Salute mostrano a livello nazionale la presenza di 3560 posti letto in geriatria rispetto ai circa 26.000 della Medicina Interna.

 

Il sole 24 Ore Sanità nei mesi successivi ha ripreso quest’analisi (Anaao-Assomed, 2018) proponendo una mappa delle specialità più carenti tra cui la Pediatria, l’area Chirurgica e la Medicina Interna. In questa mappa la Geriatria non compare affatto. Nel Marzo di quest’anno veniva pubblicato, sempre sullo stesso giornale, un articolo in cui veniva stimata, entro il 2025, la fuga di circa 17.000 specialisti del SSN tra i quali ancora una volta i geriatri non comparivano, non evidenziando alcuna necessità di incremento del numero dei contratti di formazione per i geriatri (Gobbi, 2019).

 

Tutto questo appare a dir poco strano in considerazione del progressivo invecchiamento della popolazione italiana che vede al momento circa 14 milioni di ultrasessantacinquenni pari a circa il 35% della popolazione con cinque punti percentuali in più rispetto alla media europea. Non tenendo conto inoltre che, a partire dai 70 anni, circa l’80% delle persone soffre di almeno due patologie croniche per le quali consuma importanti risorse clinico-assistenziali. E all’estero che cosa accade ? Negli USA viene eseguito frequentemente un monitoraggio dei geriatri in servizio presso i vari stati dell’Unione in funzione della popolazione residente.

 

La situazione fotografata dall’American Geriatrics Society (AGS) nel 2013 identifica la presenza di 3590 geriatri a fronte di un fabbisogno di circa 22.900. Tale stima è calcolata tenendo conto che su una popolazione di 49.2 milioni di anziani il 30% avrà presumibilmente bisogno di un’assistenza geriatrica e che il singolo specialista non può farsi carico di più di 700 pazienti. La discrepanza tra offerta e fabbisogno di geriatri, se proiettata al 2025, evidenzia un ulteriore incremento pari al 45% del numero di questi specialisti (American Geriatrics Society).

 

Nel Regno Unito la Società Britannica di Geriatria (BGS) segnala una progressiva difficoltà a ricoprire i posti vacanti di consultant in Geriatria in relazione sia all’incremento della popolazione in età geriatrica sia al ruolo maggiormente trasversale che il geriatra svolge nell’ospedale per acuti. Si pensi, ad esempio, all’ortogeriatria, ai servizi di supporto alle aree chirurgiche od al pronto soccorso per la gestione dell’anziano fragile (Frailty Unit). Una strategia fondamentale per il reclutamento di giovani specializzandi sembra essere la promozione di una cultura geriatrica che spieghi il ruolo di questa figura all’interno della comunità scientifica e, più in generale, della società con campagne di informazione che, partendo dai giovani, presentino il geriatra come guida verso l’invecchiamento di successo (The British Geriatric Society).

 

Allo scopo di incrementare l’interesse dei giovani laureati in Medicina verso la scelta della Scuola di Specializzazione in Geriatria la BGS produce degli appositi booklet in cui vengono stressate le opportunità culturali ed umane che possono essere raccolte frequentando questa particolare specialità. La BGS evidenzia inoltre come sia necessario un incremento dell’offerta del numero dei geriatri in considerazione delle caratteristiche della propria popolazione e delle diverse ed importanti funzioni che i geriatri svolgono nell’ambito del servizio sanitario anglosassone ma che in realtà non sia disponibile nel loro contesto uno specifico modello matematico in grado di fornirne un’esatta stima.

 

Ritornando alla situazione italiana, appare chiaro come molte delle condizioni presenti anche all’estero quali (es. l’invecchiamento della popolazione con conseguente incremento delle condizioni di cronicità e fragilità; il nuovo ruolo del geriatra nel setting dell’ospedale per acuti; la presenza del geriatra come figura di riferimento nella rete dei servizi) siano rilevanti anche nel n0ostro paese e rappresentino una forte spinta al incremento del fabbisogno dei geriatri.

 

Applicando l’algoritmo proposto dalla AGS alla popolazione italiana, ipotizzando quindi che circa il 30% della popolazione over 65 abbia bisogno di assistenza geriatrica, possiamo stimare di dover assistere circa 4.000.000 di persone. Considerando inoltre come ottimale il rapporto geriatra/pazienti pari ad 1/700 ne consegue una stima del fabbisogno pari a circa 5.700 contro i 2.500 circa già esistenti.  Ciò significa che per risolvere il problema nell’arco di circa 15 anni occorrerebbero circa 450 borse per anno accademico. Consci che tale numero non è al momento economicamente sostenibile 350 borse/anno rappresenterebbero il numero minimo per attutire il problema. Quest’anno infatti grazie al lavoro ed al supporto della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia si è riusciti ad ottenere un aumento passando dalle 185 del 2018 alle 264 dell’anno in corso.

 

La stima ragionata del fabbisogno di specialisti si presenta ancora complessa e non scevra da possibili errori, anche se dovrebbe costituire una solida base metodologica sulla quale costruire i programmi di sviluppo ed implementazione di una corretta assistenza al paziente anziano.

 

 

Foto di Bruno /Germany da Pixabay

Bibliografia

Anaao-Assomed, La programmazione del fabbisogno del personale medico, proiezioni per il periodo 2018-25: curve di pensionamento e fabbisogni specialistici.

Anaao-Assomed (2018), Medici, un algoritmo sui fabbisogni, in Il Sole 24 ore Sanità 30 Gennaio.

Gobbi B. (2019), Medici la grande fuga in sei anni via in 16.700, in Il Sole 24 Ore, 21 marzo.

American Geriatrics Society: State of Geriatrician Workforce.

The British Geriatric Society, How many geriatrician do we need per head of population?

The British Geriatric Society (2019), A Career in Geriatric Medicine, Sept. 2019.

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