Editoriali

Editoriale
Cultura e servizio per “i luoghi della cura”

La nostra Rivista ha compiuto 10 anni e si appresta all’undicesimo anno di pubblicazione. Nata nel 2003, è puntualmente entrata nelle case dei nostri lettori, dapprima come semestrale (2003), poi quadrimestrale (2004) e dal 2005 ad oggi come trimestrale.

Il primo editoriale del luglio 2003 firmato da tutta la Redazione (come questo che celebra questo traguardo raggiunto attraverso la collaborazione di tanti colleghi e amici) era titolato “I luoghi della cura: una nuova rivista di cultura e di servizio”. Crediamo che in tutti questi anni queste due dimensioni non siano mai venute meno, nella convinzione che, cultura e servizio insieme, rappresentino gli elementi indispensabili per affrontare le sfide e per ricercare le risposte che i luoghi della cura delle fragilità pongono ai professionisti e agli operatori. Nata dalla volontà di un gruppo di professionisti e operatori delle cure per anziani e della cronicità più in generale, la rivista è diventata negli anni essa stessa un luogo di riflessione e diffusione di un pensiero e di una cultura della “complessità” troppo spesso prevaricata dalla diffusa cultura della “semplificazione”.

Tutti i giorni, chi si occupa della cura degli anziani e delle cronicità si confronta con la “complessità” dei problemi compresenti e interattivi e dei processi che sono propri della vita delle persone e non solo della cura. Questi “luoghi” sono ambiti di integrazione di saperi e competenze perché nella complessità più nessuno è sufficiente a se stesso e ciascuno è necessario agli altri.

La rivista è un “forum multidisciplinare” con ampio spazio alla comprensione, interpretazione e conoscenza dei problemi che professionisti e operatori affrontano quotidianamente; è il “luogo” della riflessione e comprensione delle cose importanti che spesso vengono sovrastate da quelle urgenti, della quotidianità, della routine. I contributi pubblicati in questi anni provengono, prima ancora che da “esperti”, da operatori “pensanti” di differente estrazione, disciplina e cultura (sociale, sanitaria, amministrativa, organizzativo/gestionale, volontariato, associazioni): azione, pensiero, azione nella costante ricerca di dare un senso al proprio operare in aree e contesti dove molto spesso i risultati del nostro curare e prenderci cura sono le piccole cose, che se non conosci non riconosci. Abbiamo chiesto ai lettori, attraverso un questionario disponibile on line e distribuito con il n.4 del 2012, di esprimere un parere sulla Rivista e sulle diverse sezioni in cui si articola.

Nel prossimo numero pubblicheremo i risultati, ora vogliamo ringraziare i 213 lettori che hanno risposto: lo consideriamo un segno di affetto per la nostra Rivista. Grazie dunque ai 90 medici, 63 infermieri, 24 psicologi, 12 operatori socio-sanitari, 9 fisioterapisti, 9 animatori-educatori e 6 amministratori che hanno dedicato tempo per suggerirci come proseguire. Certamente sulla strada della multiprofessionalità come in questo primo numero dell’anno undicesimo, in cui ospitiamo contributi provenienti o riferiti alle professioni sociali e socio-sanitarie. Questo traguardo è per noi motivo di orgoglio e occasione per ringraziare chi rende possibile trasformare le riunioni del comitato editoriale in Rivista, da sfogliare, leggere, conservare: un grazie riconoscente alla dottoressa Chiara Ciglia che con passione e competenza cura i testi, all’Editore, dottor Andrea Salvati che, pur essendo la nostra rivista una fra le tante di quelle da Lui edite, ne ha cura come se fosse l’unica e alle Sue collaboratrici la cui precisione ci ha consentito di entrare con puntualità nelle case dei nostri lettori. E alla nostra Rivista, auguri perché possa continuare, sotto l’egida della Società di Gerontologia e Geriatria, ad occuparsi di cultura e servizio, di fragilità e povertà con intelligenza e passione.

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